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IL CASO DI : Valeria - PREMESSA Scrive: Achille Mauro Porcheddu By Achille Mauro Porcheddu - 16 gennaio 2011 LA STAMPA, I MEDIA E IL CASO DI : Valeria
Sangiovanni Emma Il viaggio Oltreoceano della scolaretta che poteva perdere un occhio e' stato consentito dalla colletta dei concittadini A lieto fine la storia della bimba di Caravaggio operata in un centro specializzato americano VIDALENGO (Bergamo) . E pienamente riuscito, in un centro specialistico degli Stati Uniti, il delicato intervento chirurgico all' occhio destro di Valeria Bianchi, la ragazzina di otto anni residente a Vidalengo, una frazione di Caravaggio nella Bergamasca, affetta da un raro morbo ritenuto inguaribile in Italia: la "congiuntivite lignea". Valeria e' stata operata il 4 gennaio dal dottor Edward J. Holland nel dipartimento di Oftalmologia dell' universita' di Minneapolis, nel Minnesota dove viene tuttora sottoposta a continui controlli e intense terapie per debellare, si spera definitivamente, la grave malattia. Non si sa ancora quando i medici d' oltreoceano consentiranno alla piccola di tornare a casa. Le cure, infatti, potrebbero anche durare diversi mesi. Comunque le ipotesi sembrano ottimistiche. Per mamma Maria, che ha accompagnato la figlia negli Stati Uniti e le rimane accanto 24 ore su 24 , e papa' Massimo, due operai di 38 e 43 anni, questo intervento potrebbe segnare la fine di un incubo. In famiglia il dramma era iniziato sei anni fa quando improvvisamente la loro piccina era stata colpita dalla rara quanto pericolosa malattia che minacciava irreparabilmente l' occhio destro. Un' altalena di speranze e delusioni ha fatto seguito alla dolorosa scoperta. Qui in Italia Valeria, fin dalla piu' tenera eta' , ha dovuto subire un' impressionante serie di interventi chirurgici: addirittura venticinque. Nessuno e' stato pero' risolutore. Come senza esito positivo sono sempre risultate le terapie volte a bloccare il riprodursi di quella terribile membrana che incessantemente tornava a chiudere su se stesso l' occhio destro di Valeria. Alla fine di novembre, a far balenare ai coniugi Bianchi la possibilita' di un' inattesa via di uscita, e' giunta la preziosa informazione di una nuova tecnica applicata con successo nel Minnesota per combattere proprio la congiuntivite lignea. Assai elevati, ovviamente, i costi da sostenere per il viaggio negli Stati Uniti, l' operazione e il soggiorno in ospedale della piccola accompagnata dalla madre per le cure. Troppi per una famiglia di semplici operai a stipendio fisso il cui sogno si e' potuto realizzare solo grazie alla decisione dell' Avis Aido del comune di Caravaggio di devolvere l' intero ricavato della tradizionale lotteria di fine anno per ridare tutta intera la vista a Valeria. La gente ha risposto con una gara di solidarieta' che ha consentito di raccogliere in breve tempo 34 milioni e ora a Caravaggio si attende di conoscere l' ultimo capitolo di quella che ha avuto un poco i contorni di una favola di Natale. La notizia dell' intervento chirurgico, ritenuto dagli esperti ben riuscito, e' circolata rapidamente ieri nella scuola elementare dove Valeria frequenta la terza classe. Il cuore di tutti nella cittadina batte a Minneapolis, all' unisono con quello di Valeria. Sangiovanni Emma Sangiovanni Emma CARAVAGGIO (Bergamo) . Dopo quattro mesi di terapia in USA, e' tornata un po' di luce nell' occhio destro di Valeria Bianchi, la bimba di 8 anni, residente a Vidalengo, una frazione di Caravaggio, affetta da "congiuntivite lignea", una malattia rara che acceca, ritenuta inguaribile in Italia. "I medici sono ottimisti, anche se non si pronunciano sul risultato finale" dice il padre di Valeria, Massimo, 43 anni, operaio, di ritorno da Minneapolis, nel Minnesota, dove vivono dalla vigilia di Natale madre e figlia. Valeria ha avuto un momento di depressione, prima di Pasqua. Aveva nostalgia di casa, dei compagni di scuola; era stressata dalle cure intensive. Dopo la visita a sorpresa del papa' e del fratello, e' piu' serene e collabora coi medici. La mamma Maria, 38 anni, operaia, accompagna la figlia quotidianamente nel dipartimento di oftalmologia dell' Universita' per le visite di controllo e gli interventi di pulizia dell' occhio malato. Le terapie non si interrompono mai, nemmeno fuori dall' ospedale. Ad intervallo di ogni ora, durante il giorno, e di ogni due ore, nel corso della notte, squilla la sveglia e nell' occhio malato la mamma deve instillare diversi tipi di gocce. Un impegno estenuante per entrambe. "Devo confessare . precisa il signor Bianchi . che dopo tante delusioni non riuscivo nemmeno piu' a sperare nella possibilita' di restituire la vista a mia figlia. Oggi, pero' , dopo aver constatato di persona il miglioramento, sono convinto che Valeria ce la fara' ". Valeria ricomincia dunque a vedere dopo sei anni di vane peregrinazioni da un ospedale all' altro, segnate da 25 interventi chirurgici mai risolutivi della malattia. Certo, il percorso e' ancora tutto in salita. La congiuntivite lignea e' un osso duro e i medici americani hanno gia' fatto altri cinque interventi chirurgici sull' occhio di Valeria. Per recuperare in pieno la vista, Valeria dovra' inoltre sottoporsi a un intervento estetico sulla palpebra che si e' allungata e ha perso vitalita' . L' attende pure un' operazione alla cornea. I tempi del soggiorno in USA, dunque si allungano. Il ritorno a casa e' previsto per luglio con un notevole ed imprevisto aggravio delle spese per una famiglia di operai, da quattro mesi ormai senza l' apporto del salario della mamma, partita per gli USA. "Dobbiamo pagare . elenca il signor Bianchi . 3 milioni e mezzo per ogni intervento chirurgico in anestesia e, mediamente, ogni mese, escono 1.200.000 per le medicine. Poi c' e' l' affitto: 1.200.000 al mese". I 34 milioni avuti dai coniugi Bianchi attraverso la tradizionale lotteria di fine anno, promossa dall' Avis Aido di Caravaggio probabilmente non basteranno fino all' estate. "Noi siamo decisi ad andare fino in fondo . assicura papa' Massimo . e' l' ultima carta che possiamo giocare per ridare una vita normale a nostra figlia". Il calvario di Valeria e' iniziato sei anni fa quando improvvisamente sull' occhio destro della piccina si e' formata una spessa membrana che ha offuscato la vista fino a togliergliela. Senza esito le terapie. Sembrava una condanna senza appello, invece, nel novembre scorso, la speranza di debellare il morbo ha ripreso quota con una nuova tecnica impiegata dal dottor Edward J. Holland. Un obiettivo costoso per le tasche dei coniugi Bianchi cui e' venuta subito in soccorso la solidarieta' della gente. Ad incoraggiare Valeria, oltre ai familiari a Pasqua sono giunte le letterine dei compagni di classe insieme alla rassicurazione che la bambina non perdera' i suoi amici di terza elementare: potra' infatti sostenere a settembre uno speciale esame di idoneita' alla quarta. Sangiovanni Emma
CARAVAGGIO (Bergamo) . Una nuova catena di solidarieta' e' stata lanciata per Valeria Bianchi, la bimba di otto anni di Caravaggio che dallo scorso dicembre si trova negli Stati Uniti nel difficile tentativo di combattere una rara malattia che ha reso cieco il suo occhio destro. La piccola Valeria, questo e' l' impegno di tutti coloro che sostengono la sua causa, non dovra' sospendere le costose cure che le hanno prescrittoi medici americani per mancanza di soldi. Cosi' l' Avis e l' Aido di Caravaggio, le due associazioni umanitarie che, alla vigilia di Natale, avevano reso possibile il viaggio della speranza oltre Oceano, hanno deciso di promuovere una seconda sottoscrizione a favore di Valeria, che e' attualmente assistita da un centro altamente specializzato del Minnesota. Fin da quando aveva due anni la bambina soffre di una grave forma di "congiuntivite lignea", un morbo piuttosto raro e ritenuto inguaribile in Italia. I cinque mesi di soggiorno negli Stati Uniti di Valeria e della madre, segnati da alcuni interventi chirurgici e da una quotidiana assistenza medica, piu' le numerose medicine da acquistare, hanno assottigliato il fondo spese disponibile, cioe' i 34 milioni che erano stati messi a disposizione dall' Avis e dall' Aido. "Un miglioramento all' occhio colpito dalla congiuntivite lignea c' e' stato . assicura il papa' Massimo, 43 anni, operaio, che per Pasqua e' andato a trovare la figlioletta. . Purtroppo pero' la lotta contro il morbo si prospetta ancora lunga e costosa". Proprio per consentire a Valeria di portare a termine la terapia messa a punto dal dottor Edward J. Holland, responsabile del Dipartimento di oftalmologia dell' Universita' di Minneapolis nel Minnesota, l' Avis e l' Aido di Caravaggio hanno deciso di avviare una nuova raccolta di fondi (c.c. n. 655.73 presso la Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio). In parallelo sara' lanciata un' analoga sottoscrizione da parte degli uomini della Polizia municipale di Milano. Davanti all' ennesima mobilitazione, a favore di sua figlia, papa' Massimo e' commosso e incredulo: "Per tanto tempo, peregrinando invano da un ospedale italiano all' altro, mia moglie e io abbiamo lottato da soli per dare a Valeria un' esistenza normale. Pensavo fosse un problema esclusivamente nostro, che dovevamo risolvere solo noi, con le nostre forze, a ogni costo. Invece, proprio quando pensavamo di essere arrivati al capolinea, senza piu' speranza ne' quattrini, abbiamo scoperto che c' e' tanta gente disposta ad aiutarci. A offrire alla nostra Valeria la possibilita' di giocare una carta importante, decisiva per la sua esistenza". Sangiovanni Emma
CARAVAGGIO (Bergamo) . E tornata a casa Valeria Bianchi, la bambina di nove anni, residente a Vidolengo, una frazione di Caravaggio, nella Bergamasca. La piccola si era trasferita negli Stati Uniti (e precisamente a Minneapolis) nel dicembre scorso, per curare una rara malattia all' occhio destro. Valeria non puo' ancora vedere dall' occhio malato ma "e' guarita al 90 per cento", assicura la mamma Maria, che per oltre sei mesi ha assistito la figlia in America. Un viaggio della speranza, reso possibile grazie alla solidarieta' delle persone che hanno messo a disposizione i soldi necessari alle cure, attraverso due sottoscrizioni promosse dall' associazione Avis Aido di Caravaggio. Soltanto a fine anno pero' si sapra' se la guarigione e' avvenuta per intero. Ma il cammino per la piccola Valeria sembra essere ormai in discesa. Non ci dovrebbero essere piu' problemi. A Minneapolis, nello Stato del Minnesota, la bambina e' stata seguita dal primario della clinica oftalmologica dell' Universita' , dottor Edward J. Holland, che negli ultimi tre anni ha guarito 14 pazienti colpiti da congiuntivite lignea. Una malattia che in Italia e' ritenuta incurabile. Le cicatrici dei 10 interventi chirurgici sostenuti negli Stati Uniti, che si sommano agli altri 25 subiti in Italia, dovranno comunque rimarginarsi prima che i medici possano operare definitivamente cornea e palpebra con operazioni chirurgiche ed estetiche. Soltanto allora l' occhio destro di Valeria, da sette anni spento, potra' tornare a vedere. Gli specialisti hanno assicurato ai coniugi Bianchi la completa guarigione della figlia. E mamma Maria e papa' Massimo, due operai di 38 e 43 anni, sono convinti che la loro bambina ce la fara' , ponendo fine all' altalena di speranze e delusioni che hanno stravolto l' esistenza all' intera famiglia. Dopo sei mesi di cure intensive, i medici statunitensi hanno deciso il ritorno a casa della piccola anche per allentare la tensione psicologica accumulata dalla bambina, lontana per troppo tempo dall' ambiente familiare e dagli amici. La battaglia contro la congiuntivite lignea, dunque, nei prossimi tre mesi continuera' fra le pareti domestiche. Ogni tre ore, quattro gocce devono essere instillate nell' occhio malato di Valeria, a intervalli di cinque minuti ciascuna. Poi, il 9 ottobre prossimo, nuova partenza per Minneapolis. In due mesi l' intera operazione dovrebbe concludersi nel migliore dei modi. Appena a casa, venerdi' , Valeria e' corsa nella sua cameretta ad allineare sulle mensole tutti e dieci gli orsacchiotti in peluche che i medici americani le hanno regalato a ogni intervento chirurgico sostenuto. Parla un po' americano, adesso. "L' aria della Lombardia l' ha elettrizzata", dice papa' . O forse, a restituirle il sorriso, e' stata la compagnia di Alice, l' amichetta del cuore. I maestri sono stati comprensivi. Valeria non perdera' i suoi compagni di classe. E stata promossa e frequentera' con loro la quarta elementare. Sangiovanni Emma
CARAVAGGIO (Bergamo) . Il miracolo e' finalmente avvenuto. Valeria Bianchi, la bimba di dieci anni di Vidalengo, una frazione di Caravaggio nella Bergamasca, ce l' ha fatta e, dopo oltre un anno di terapie intensive e quattordici operazioni subi' te negli Stati Uniti, la luce e' tornata nel suo occhio destro reso cieco da una malattia ritenuta incurabile in Italia. Valeria e' tornata a casa giovedi' da Minneapolis, nel Minnesota. Il suo viaggio della speranza era iniziato la vigilia di Natale del ' 94, grazie soprattutto alla solidarieta' di moltissimi concittadini che, aderendo alle diverse sottoscrizioni organizzate dall' Avis Aido di Caravaggio, hanno coperto tutte le spese americane che la famiglia, di condizioni modeste, non avrebbe certo potuto sostenere. Ma la guarigione di Valeria premia anche la tenacia al limite della disperazione di mamma Maria e papa' Massimo, due operai di trentanove e quarantacinque anni i quali, nonostante le difficolta' economiche e psicologiche accumulate in sei lunghi anni di vani tentativi di terapia e venticinque interventi operatori senza esito in vari ospedali della penisola, non si sono mai arresi. Contro la "congiuntivite lignea", che rischiava di condannare alla cecita' la loro piccola, i coniugi Bianchi hanno ingaggiato una battaglia personale, imboccando ogni strada che veniva loro proposta. E cosi' hanno affrontato anche quella americana. Il metodo applicato dal dottor Edward J. Holland, primario della clinica oftalmologica dell' Universita' del Minnesota, ha dunque avuto successo contro la terribile "lignea" che spegne la vista con una spessa membrana. Dopo aver sradicato dall' occhio destro di Valeria la malattia con 12 interventi chirurgici, il professor Holland e' voluto intervenire anche dal punto di vista estetico per correggere la palpebra allungatasi nel corso degli anni. E una quindicina di giorni fa e' stato effettuato anche un trapianto di cornea. Adesso Valeria dovra' abituarsi a guardare con entrambi gli occhi e tra qualche mese potra' anche portare lenti correttive per migliorare la sua capacita' visiva. Sara' sempre il professor Holland a seguire i progressi della bimba. Mamma Maria sta gia' cercando un oculista locale in grado di comunicare in inglese per tenere informata l' e' quipe americana sullo stato degli occhi di Valeria e recepire eventuali ulteriori suggerimenti terapeutici. Giovedi' sera, appena tornate in Italia madre e figlia si sono recate all' ospedale di Treviglio ad abbracciare il nonno Domenico, ricoverato nei giorni scorsi per un infarto. Una volta a casa, poi, Valeria ha riposto con cura nella sua stanzetta orsi, pappagalli, conigli e topini di peluche che i medici e gli infermieri americani le avevano regalato. Ieri mattina, da brava scolaretta, ha voluto fare un salto a scuola, per salutare le maestre e i suoi compagni di quarta elementare; e, nel pomeriggio, ha anche eseguito tutti i compiti di geometria. Sangiovanni Emma
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