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IS ARENAS: STOP al cemento dal Consiglio di Stato :-)
Pubblicata in data 18/11/2004
Autore: Achille
BUONE NOTIZIE DAL FRONTE AMBIENTALISTA:
Sul Caso IS ARENAS.....punto agli ambientalisti:
Il Consiglio di Stato intima lo stop al cemento sulle dune di Narbolia. Il Consiglio di Stato intima lo stop al cemento sulle dune di Narbolia.
da La Nuova Sardegna, 18 novembre 2004.
di PIERO MANNIRONI
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Il Consiglio di Stato intima lo stop al cemento sulle dune di Narbolia.
ROMA. Gli ambientalisti avevano ragione: per poter costruire a Is Arenas non era sufficiente la procedura di verifica preventiva, come aveva sostenuto un ufficio della Regione (Sivea). I sogni di cemento sulle dune boscate di Narbolia sono stati infatti "congelati" dal Consiglio di Stato, secondo il quale il progetto immobiliare merita un serio approfondimento. La magistratura amministrativa ha quindi accolto il ricorso presentato dagli "Amici della Terra" che contestavano la procedura adottata da Sivea. Ma non basta: non ha risparmiato anche qualche bacchettata al ministero della tutela Ambientale, "colpevole" di avere presentato una relazione incompleta sul caso. Per adesso si tratta di una sospensiva cautelare che anticipa la trattazione di merito, fissata per la adunanza del prossimo 9 dicembre. Ma già da questo primo provvedimento appare chiaro che la "pratica Is Arenas" non poteva essere liquidata con il provvedimento del Sivea, protocollato il 4 ottobre di due anni fa. Immediata la reazione degli ambientalisti che da anni combattono una durissima battaglia per arginare i 224 mila metri cubi di cemento sullle dune boscate di Narbolia. Ecco quindi, il ricorso straordinario al Capo dello Stato. Nelle scorse settimane la prima risposta del Consiglio di Stato, che sembra dare ragione agli "Amici della Terra", ritenendo la verifica preventiva una procedura inadeguata. Scrivono infatti i giudici amministrativi: "Si tratta di un intervento di natura, dimensioni e contenuti rilevanti sul complesso del territorio interessato e che, proprio in relazione alla natura e agli effetti concreti per le ricadute in termini ambientali, economiche e sociali, necessita di approfondimenti e documenti i più completi possibili, anche in relazione al formarsi e modificarsi delle disposizioni normative nel tempo". E ancora: "La relazione del ministero della tutela ambientale e del territorio dovrebbe essere più adeguatamente integrata e sviluppata da specifiche considerazioni". Seguono quindi le carenze del ministero che dovranno essere colmate. Si tratta di tre punti che il ministro Matteoli ha evidentemente omesso nella sua relazione. Eccoli: 1) "Il parere motivato della Commissione delle comunità europee in data 9 febbraio 2001 esplicita valutazioni puntuali e mirate, sulle quali appare indispensabile acquisire le specifiche e singole riflessioni del ministero, in relazione agli argomenti esaminati nella procedura di verifica"; 2) "Con la legge regionale numero 3 del 29 aprile 2003 si è specificatamente estesa, anche ai progetti ricadenti nelle aree provvisoriamente delimitate, obbligatorietà della Via (Valutazione di impatto ambientale) e, a prescindere dalle regole del "tempus regit actum", appare utile che il ministero approfondisca la portata sostanziale di tale successiva estensione in pendenza della realizzazione di intervento in località provvisoriamente perimetrata e oggetto di proposta Sic"; 3) "Appare utile acquisire le motivazioni poste a fondamento delle proposte di inserimento del sito tra i Sic". Il Consiglio di Stato, per poter entrare nel merito, chiede quindi di acquisire una ponderosa documentazione ed elenca tutto ciò che è necessario esaminare prima della adunanza del 9 dicembre. "Considerato altresì - scrivono ancora i giudici amministrativi - a una prima sommaria valutazione finalizzata alla sola emissione del richiesto provvedimento cautelare, che nella valutazione degli interessi contrapposti deve essere data, allo stato degli atti, prevalenza alla tutela dei luoghi interessati da tale intervento, al fine di prevenire possibili gravi e irreparabili danni ambientali, esprime il parere che la domanda cautelare proposta dalla ricorrente debba essere accolta". Morale: per adesso non può essere messo neppure un blocchetto nella area boscata di Is Arenas e il ministero della tutela Ambientale si dovrà rimboccare le maniche e stendere rapidamente una relazione sulla vicenda. Questa volta completa. Altero Matteoli ha finora dimostrato di essere uno dei più grandi amici della società Is Arenas. Ne è prova il fatto che, nel febbraio dello scorso anno, si sia esposto a una figuraccia internazionale, chiedendo che le dune boscate di Narbolia venissero depennate da un elenco dei siti di interesse comunitario. Una iniziativa senza precedenti nella storia della Unione europea. Come se non bastasse, il ministro ha commesso anche una brutta gaffe istituzionale, delegando un burocrate a rispondere alla interrogazione della verde Monica Frassoni, che chiedeva spiegazioni su questa iniziativa. Questioni di stile, si dirà. Ma è nella sostanza che si arriva a un livello incredibile. E cioé la ragione per la quale il governo italiano chiedeva la abolizione dei vincoli naturalistici a Is Arenas. In estrema sintesi, il ministero della tutela Ambientale italiano ha sostenuto che la integrità del sito è stata danneggiata pesantemente dalla società Is Arenas e perciò le dune boscate di Narbolia non devono più essere protette. Come dire: tu società sei responsabile del deterioramento ambientale e perciò ti premio cancellando i vincoli che impediscono la realizzazione di un faraonico investimento immobiliare. Una posizione che, con un eufemismo, potrebbe essere definita quantomeno discutibile.
Bene, il Consiglio di Stato ha chiesto la acquisizione anche di questo documento.
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