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GLI ABUSI NEL PARCO DI MOLENTARGIUS…e il Sig. PILI
Pubblicata in data 22/01/2005
Autore: Achille Porcheddu
Le denunce delle associazioni ambientaliste non si contano più……..
Il Gruppo d Intervento Giuridico in soli 10 anni ha svolto oltre 1000 azioni legali ed iniziative
a favore del patrimonio ambientale e culturale della Sardegna (più di 700 per la difesa delle coste).
>> In più di 850 occasioni ha ottenuto l'intervento di varie pubbliche amministrazioni competenti e/o la Magistratura,
>> 50 ricorsi ai Giudici amministrativi...
>> 15 costituzioni di parte civile in processi penali...
>> Varie denunce e sensibilizzazione della pubblica opinione con partecipazione a programmi televisivi nazionali.


I media…ufficiali…...dedicano poco spazio a questi fatti…..e meno quando questi TOCCANO personalità
che siedono alla destra del…. (scusate) volevo dire….personaggi politici di spicco !!!!

UN ESEMPIO tra MILLE ????? ECCOLO….. Fresco fresco di stampa:
Un certo Sign. PILI……ha una bella casa e una bella piscina….. in quel parco !

Ed oggi, la notizia di qualche anno fa…(2002)… ritorna prepotentemente….alla RIBALTA DEI MEDIA locali!!!
Grazie al quotidiano LA NUOVA e al giornalista Mauro Lissia



ED ECCO LA STORIA:
….nel febbraio 2002….il gruppo ambientalista…. Presentò una denuncia alla Procura,
ipotizzando la realizzazione di nuovi volumi su un vecchio stazzo-ricovero di animali.
L'area della costruzione era nascosta da un'altissima recinzione che impediva qualsiasi accesso.
In quel momento il cantiere risultava aperto senza alcuna indicazione - inizio lavori, numero dell'autorizzazione edilizia -
ma dopo la pubblicazione sulla Nuova Sardegna delle immagini, un cartello comparve come d'incanto:
committente e direttore dei lavori era lo stesso Pili,
c'era anche il numero di un'autorizzazione rilasciata a gennaio del 2002
che riguardava un intervento di ristrutturazione 'ex articolo 15 legge regionale n. 23/1985'.
Il sostituto procuratore Andrea Massidda inviò sul posto i carabinieri,
che non rilevarono alcuna irregolarità e il fascicolo finì in archivio.


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Articolo pubblicato su LA NUOVA SARDEGNA del 22 gennaio 2004 (di Mauro Lissia)

USI E ABUSI.
La villa con piscina tra i fenicotteri.
Foto aeree su Medau su Cramu: i mattoni illegali sono in aumento.
MAURO LISSIA

CAGLIARI. Il governo regionale lotta con quello nazionale per difendere le coste dell'isola dall'assalto degli speculatori,
ma nel parco di Molentargius imprese clandestine continuano a costruire indisturbate
in un'area coperta dal vincolo assoluto di inedificabilità.
Le denunce delle associazioni ambientaliste non si contano più, ora però arriva anche una documentazione fotografica
che conferma quanto il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della Terra non hanno mai smesso di segnalare.

Da una sequenza di immagini scattate da un aereo risultano edifici nuovi, edifici allargati, manufatti spuntati come funghi,
ora anche una piscina realizzata all'interno di un grande giardino con villa a ferro di cavallo.
Come dire: quella che spesso viene indicata come edilizia spontanea, conseguenza del caro-casa, in realtà spesso è tutt'altro.

L'immagine aerea che pubblichiamo riguarda una piccola parte del 'parco degli abusi' ma comprende una delle costruzioni
più recenti, passata anche al vaglio della magistratura:
si tratta di un edificio di proprietà dell'imprenditore Aldo Pili,
figlio dell'ex assessore all'urbanistica Domenico Pili e fratello dell'ex presidente della Regione Mauro Pili.

A febbraio del 2002 il Gruppo di intervento giuridico presentò su questo caso una denuncia alla Procura,
ipotizzando la realizzazione di nuovi volumi su un vecchio stazzo-ricovero di animali.

L'area della costruzione era nascosta da un'altissima recinzione che impediva qualsiasi accesso.
In quel momento il cantiere risultava aperto senza alcuna indicazione - inizio lavori, numero dell'autorizzazione edilizia -
ma dopo la pubblicazione sulla Nuova Sardegna delle immagini, un cartello comparve come d'incanto:
committente e direttore dei lavori era lo stesso Pili, c'era anche il numero di un'autorizzazione rilasciata
a gennaio del 2002 che riguardava un intervento di ristrutturazione 'ex articolo 15 legge regionale n. 23/1985'.
Il sostituto procuratore Andrea Massidda inviò sul posto i carabinieri, che non rilevarono alcuna irregolarità
e il fascicolo finì in archivio. Da allora ad oggi però la situazione sembrerebbe cambiata:
nell'immagine fotografica ingrandita compare infatti una grande casa, completa in ogni parte.
E soprattutto si distingue nitidamente una piscina ovale, con tanto di trampolino.
Una piscina invisibile dall'esterno, costruita in un'area dove la legge vieta qualsiasi tipo di intervento.
La casa si trova proprio davanti allo stagno del Molentargius, con vista sui fenicotteri.
Un telo scuro, altissimo, impedisce però che occhi indiscreti possano violare questo piccolo paradiso
che il giovane imprenditore della famiglia Pili si è regalato all'interno del parco regionale,
nella lottizzazione abusiva di Medau su Cramu. Racconta Stefano Deliperi, responsabile del Gruppo di Intervento giuridico:
"Il Comune ci spiegò che il proprietario era in attesa di un nullaosta paesaggistico perchè doveva soltanto
sostituire le tegole... se invece si tratta di una piscina c'è qualcosa che non va, è un'area a conservazione integrale,
si sarebbe verificata una trasformazione del territorio".

Per chi ama i numeri ecco qual è la situazione del quartiere, da sempre nel mirino degli ambientalisti:
le costruzioni abusive documentate sono 184, compresa l'area attigua di Is Arenas.
Dodici fra questi abusi sono stati già dichiarati insanabili.

E' una situazione disastrosa, ma i cantieri continuano a proliferare indisturbati, nell'indifferenza
delle amministrazioni comunali di Cagliari e di Quartu Sant'Elena, che pure hanno l'obbligo
di vigilare e di intervenire tempestivamente per prevenire nuovi abusi.

Appena pochi mesi fa il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra hanno hanno presentato
una nuova denuncia-querela alla Procura della Repubblica con la quale hanno chiesto che vengano verificati
eventuali reati a carico degli autori delle opere abusive e di chi - compresi funzionari e amministratori pubblici -
ha omesso di esercitare il controllo sulla zona.

Quello delle due associazioni ecologiste è stato un tentativo estremo, quasi disperato,
di mettere freno all'attività degli abusivi a Medau Su Cramu e Is Arenas, un'attività documentata con fotografie
chiarissime che illustrano l'apertura di cantieri, la maggior parte dei quali privi anche del cartello
di inizio lavori con l'indicazione del progettista e del direttore dei lavori. Le foto aeree, realizzate a novembre scorso,
hanno confermato quanto la denuncia fosse attuale: si vedono distintamente costruzioni nuove di zecca,
che non esistevano nella cartografia elaborata dall'amministrazione comunale di Cagliari circa quindici anni fa.

Ma andiamo avanti coi numeri: sulla base delle comunicazioni fornite dai comuni a Medau su Cramu
le richieste di autorizzazione edilizia rimasti in sospeso sono 35, sui quali dovrà pronunciarsi l'assessorato regionale
alla pubblica istruzione e beni culturali.

Altri 138 risultano in sospeso in relazione al vincolo paesaggistico,
sul quale deve esprimersi la Regione.

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Articolo pubblicato su LA NUOVA SARDEGNA del 22 gennaio 2004 (di Mauro Lissia)

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