Testo integrale della news richiesta

 

La Maddalena, indagine Ue: Non si è valutato l'impatto ambientale nel parco !
Pubblicata in data 30/01/2005
Autore: Achille Porcheddu
I resoconti stampa relativi alle iniziative comunitarie per verificare la legittimità dei lavori di ampliamento e ristrutturazione
della base U.S. Navy di La Maddalena.

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
da La Nuova Sardegna, 30 gennaio 2005
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Bacchettate della Commissione all'Italia sull'insediamento militare americano.
La Maddalena, indagine Ue "Non si è valutato l'impatto ambientale nel parco".
CAGLIARI. L'Unione europea bacchetta con decisione l'Italia a proposito degli insediamenti della marina Usa
nel parco della Maddalena. E' un parere molto importante e in buona misura, anche vincolante, giacché la Ue non
si limita a una ramanzina ma chiede chiarimenti sulle modalità di eventuali concessioni edilizie.

Un intervento che, sostanzialmente conferma tutti i dubbi che la "Nuova Sardegna" aveva a suo tempo espresso.
Dunque, cosa dice l'Unione europea? Cose in apparenza ovvie, ma che l'allora sindaco della Maddalena aveva sempre
bollato come "ipotesi non vere", o "speculazioni che danneggiavano il turismo".

Ecco il primo "ovvio" concetto: una vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale avrebbe dovuto
precedere i lavori di ampliamento della base della Marina statunitense nell'arcipelago di La Maddalena,
nel nord della Sardegna. Così sostiene la Commissione europea, che ha inviato all'Italia una richiesta di informazioni
sull'applicazione di una direttiva comunitaria sui lavori cominciati nella base della Us Navy a metà dello scorso
settembre e autorizzati, fra le polemiche, dal ministro della Difesa. Ma perché queste valutazioni?
Altrettanto facile da capire (ma evidentemente non per un ministero della Difesa ansioso di facilitare tutte
le richieste degli americani). E così la Commissione europea chiarisce ancora:
"Il progetto potrebbe avere ripercussioni sull'arcipelago", sottolinea il commissario all'Ambiente, il greco Stavros Dimas,
in risposta a un'interrogazione dell'europarlamentare dei Verdi Monica Frassoni, sollecitata in Sardegna dalle associazioni
ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'intervento giuridico. La Commissione aveva risposto in modo simile
anche a una precedente interrogazione rivolta nel dicembre 2003 all'allora commissario all'Ambiente Margot Wallstroem.

L'arcipelago, infatti, è soggetto a vincolo paesaggistico (ma forse questo il ministero della Difesa non lo sa)
e rientra in un proposto sito d'importanza comunitaria oltreché in un parco nazionale. Dubitando che la richiesta di
ampliamento abbia ottenuto le necessarie autorizzazioni in materia di tutela paesaggistica,
le associazioni ecologiste hanno presentato nell'ottobre scorso un esposto, il secondo dopo quello depositato
l'anno precedente, alle pubbliche amministrazioni locali, agli organi comunitari e alla procura
della Repubblica di Tempio Pausania.

La base statunitense - ricorda Stefano Deliperi, a nome delle due associazioni -
è nata in base a un trattato 1972, ancora segreto, che non è mai stato ratificato dal Parlamento.
Non solo, ma da un paio di anni a questa parte la marina Usa ha presentato richiesta per un ampliamento
anche della base militare.

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
da Il Giornale di Sardegna, 30 gennaio 2005.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Il caso.
La Commissione invia una richiesta di informazioni sull'applicazione di una direttiva Ue sui lavori della base.
L'Europa indaga sulla Maddalena.
Non rispettata la procedura di impatto ambientale:
il progetto americano potrebbe avere ripercussioni sul parco della città.
FRANCESCO GIORGIONI

I lavori di ampliamento e ristrutturazione della base militare americana di Santo Stefano avrebbero dovuto essere
sottoposti, prima del loro avvio, alla valutazione di incidenza ambientale prevista dalle direttive comunitarie.
Ed ora il Governo italiano, che li ha autorizzati, deve fornire delle risposte.
Questa la risposta inviata alla europarlamentare dei Verdi Monica Frassoni dalla Commissione europea attraverso
una nota firmata dal commissario all'Ambiente Dimas lo scorso 26 gennaio.
Una precisazione sostanzialmente identica a quella già espressa dalla Commissione nel dicembre 2003,
quando la Frassoni aveva già posto la questione nella stessa sede.
Tutte le autorizzazioni di carattere paesaggistico richieste per un qualunque altro progetto -
secondo la Commissione - solo erroneamente non sono state invece osservate per il rimaquillage
alla base navale americana. Nonostante questa insiste su una zona protetta come l'arcipelago maddalenino,
dove ogni intervento edilizio dovrebbe essere valutato con estrema attenzione perché vincolante.
La procedura europea. Ora la Commissione proseguirà con la sua procedura di accertamento, che in teoria potrebbe
anche significare uno stop ai lavori in corso nell'insediamento militare aperto nel 1972.
L'intervento nella base, iniziato lo scorso 15 settembre, prevede 52 mila metri cubi di nuove strutture
di servizio per ospitare i militari americani. Non solo a santo Stefano, ma anche in altre zone di La Maddalena.
Un'iniziativa che aveva suscitato un vespaio di polemiche, perché avvenuta senza la necessaria informazione
alla comunità locale. Ma anche perché confermava la volontà degli americani di rinforzare la presenza in Sardegna,
nonostante la fine della guerra fredda. Ma oggi ad essere messa in discussione è la legittimità sul piano formale,
e non solo politico, di quell'intervento. Secondo il commissario Dimas ripercussioni sul sito di interesse comunitario "Arcipelago di La Maddalena">. Lo stesso commissario ha annunciato
che 92/43/CEE al progetto in questione>. La direttiva cui si fa riferimento riguarda proprio
le valutazioni di incidenza ambientale.
La comunicazione della Commissione è stata resa nota ieri in una nota diffusa dalle due associazioni ambientaliste
Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico, che sulla questione avevano già inviato un esposto alla procura
di Tempio e ad altri enti nello scorso mese di ottobre.
sito di importanza comunitaria e in un parco nazionale - scrivono le due associazioni nella nota -
non è stato preventivamente sottoposto ai vincolanti procedimenti di valutazione di impatto ambientale
né di incidenza ambientale, in palese contrasto con la normativa comunitaria in materia e con la normativa nazionale
di attuazione>. Il giallo delle autorizzazioni. Mistero, poi, su alcune altre certificazioni ambientali che avrebbero
dovuto essere rilasciate per autorizzare la ristrutturazione. Proprio la Procura di Tempio aveva avviato un'inchiesta
su una serie di lavori iniziati alcuni mesi fa dagli americani a La Maddalena nell'ambito dello stesso ampliamento.
Il progetto di ristrutturazione della base americana era stato avallato dal Governo italiano nel 2003 senza alcuna
concertazione con la Regione Sardegna e con il Comune di La Maddalena.

Untitled Document