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Testo integrale della news richiesta |
| Il caso IS ARENAS : si aggrava la procedura d'infrazione |
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Pubblicata in data 06/02/2005 Autore: Achille Porcheddu Da molto tempo BUDONI AMBIENTE parla del caso di IS ARENAS (Vedi il dossier: IS ARENAS: Sardegna in svendita ! Si tratta di un intricata vicenda sulla quale l'amico Andrea Atzori insieme ai Verdi di Oristano ha creato un interessantissimo DOSSIER: >>>> IL DOSSIER IS ARENAS Sulla NUOVA del 3 febbraio 2005, un interessante articolo del bravo Piero Mannironi sugli ultimi sviluppi della vicenda di Is Arenas: buona lettura ! ....................................... da Nuova Sardegna, 3 febbraio 2005 Uno schiaffo politico per il ministro Matteoli. Nuova contestazione al governo italiano per il progetto edilizio a Narbolia. Si aggrava la procedura d'infrazione. PIERO MANNIRONI ROMA. Per Altero Matteoli è stato uno "schiaffo" istituzionale. La Commissione europea ha infatti utilizzato proprio le argomentazioni con le quali il ministero dell'Ambiente aveva chiesto la cancellazione di Is Arenas dalla mappa dei Sic (Siti di interesse comunitario), per aprire un nuovo procedimento contro lo Stato italiano. Come dire, quelle argomentazioni sono la prova di un'inadempienza nel far rispettare le norme comunitarie. Tecnicamente si chiama "messa in mora complementare". Per capire meglio questa grottesco capitolo della telenovela infinita del progetto immobiliare sulle dune boscate di Narbolia, occorre fare un passo indietro. Tornare cioé al settembre del 2003 quando, con un'iniziativa senza precedenti nella storia della comunità europea, il ministero dell'Ambiente italiano chiese di cancellare il sito Is Arenas dalla geografia delle aree meritevoli di protezione per il loro grande valore naturalistico e paesaggistico. Un'iniziativa senza precedenti, come confermò la commissaria responsabile per le politiche ambientali dell'Unione europea. L'ingrato compito di degradare Is Arenas a una comune pineta (dopo essere diventata una caso internazionale per lo scontro tra gli ambientalisti e la società che vuole realizzare oltre 230 mila metri cubi di cemento sulle dune boscate) venne affidato ad un alto funzionario del ministero, Aldo Cosentino. Cosentino firmò la richiesta, motivando l'iniziativa del ministero in un modo che apparve subito quanto meno discutibile. In estrema sintesi: Is Arenas doveva essere cancellata dalla rete dei Sic europei, perché la sua integrità era stata seriamente danneggiata dalla società Is Arenas srl e perciò le dune boscate non erano più meritevoli di tutela. In parole più semplici sarebbe come dire: tu società sei resposanbile del deterioramento dell'equilibrio ambientale e perciò ti premio cancellando i vincoli che impediscono la realizzazione del tuo investimento immobiliare. L'enormità contenuta in questo assunto non ha bisogno di dimostrazioni. Viene infatti identificato il responsabile di un comportamento non conforme alle norme comunitarie e non solo non lo si sanziona, ma addiritura lo si premia. E' come un corto circuito logico, una negazione del rapporto fondamentale che regola le dinamiche di tutti gli ordinamenti: il principio di responsabilità sul mancato rispetto delle regole e la eventuale sanzione conseguente. L'iniziativa del responsabile di uno dei servizi più delicati del ministero, non assolve Matteoli che, come ministro, non poteva non sapere. E soprattutto non poteva avallare un'iniziativa unica nel suo genere nella storia della comunità europea e, per di più, fondata su motivazioni che indicano due ordini di responsabilità. La prima, ovviamente, è quella della società che non avrebbe rispettato le regole. La seconda, invece, è dello stesso ministero che, esplicitamente, ammette di non aver vigilato sull'integrità del Sic Is Arenas e di aver omesso qualsiasi tipo di iniziativa sanzionatoria rispetto alla società stessa. Con un eufemismo, si potrebbe dire che si è trattato per il ministero dell'Amiente di un clamoroso autogol. E che sia proprio così, è provato dal fatto che la Commissione europea il 21 gennaio scorso ha trasmesso una "lettera di messa in mora complementare" allo Stato italiano. Si potrebbe anche dire che sarebbe superflua ogni tipo di istruttoria o di indagine sul caso, per la stessa ammissione di responsabilità del reo. E' lo stesso Aldo Consentino a scrivere nella lettera trasmessa alla Commissione europea di chi sono le responsabilità del caso. Si legge nella nota spedita nei giorni scorsi da Bruxelles: "In riferimento all'intero progetto, si contesta allo Stato italiano di essersi astenuto dall'adottare iniziative che impedissero la compromissione degli habitat e delle specie, nonché l'integrità del SicP (Sito di interesse comunitario proposto) e di non aver correttamente effettuato la valutazione di incidenza ambientale, prevista dall'articolo 6, comma 3 della direttiva 92/43/Cee". Cosa comporta, tecnicamente, la nuova iniziativa della Commissione europea? E' un ulteriore elemento che viene inserito nella procedura di infrazione (la 1998/2346) avviata dalla Commissione, in seguito all'esposto presentato dai movimenti ecologisti Gruppo di Intervento giuridico e Amici della Terra. E' importante ricordare che già con un "parere motivato" (il numero 4.381 del 9 febbraio 2001) l'esecutivo comunitario aveva ingiunto al governo italiano e alla Regione Sardegna "di conformarsi alla direttiva habitat per valutare correttamente l'impatto ambientale del progetto turistico-edilizio". Si parla di 234 mila metri cubi di alberghi, residences, residenze stagionali, servizi e campi da golf. In questo contenzioso ormai annoso, si è anche pronunciato il Consiglio di Stato nell'agosto dello scorso anno, dando ragione agli ambientalisti e al servizio Sivea della Regione i quali sostenevano che, per costruire a Is Arenas, non era sufficiente la procedura di verifica preventiva. La battaglia è stata finora combattuta su sue livelli: uno regionale e nazionale e uno europeo. I più combattivi sul primo fronte sono stati: i Verdi di Oristano e il Gruppo d'Intervento Giuridico. A Bruxelles, invece, l'opposizione più determinata al progetto Is Arenas è stata condotta dall'eurodeputata Monica Frassoni, capogruppo dei Verdi-Ale. >>> Nel sito di BUDONI AMBIENTE: IL DOSSIER IS ARENAS >>> Nel sito dei VERDI di Oristano: IL DOSSIER IS ARENAS :::::::::::::::::::::::::::::::: |
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