Testo integrale della news richiesta

 

NO alla caccia a FEBBRAIO ! No alla caccia in deroga !
Pubblicata in data 06/02/2005
Autore: Achille Porcheddu
sembra sempre che il problema più importante della Sardegna sia andare a caccia a febbraio..... !
Segnalato da Stefano Deliperi

da La Nuova Sardegna, 6 febbraio 2005
Gli ecologisti: "No alla caccia in deroga".
Un documento congiunto per chiedere l'intervento di Soru, Spissu e Dessì.


CAGLIARI. Tutte le iniziative legislative e amministrative per l'abrogazione della cosiddetta "caccia in deroga"
dovranno essere assunte dai presidenti della Regione Soru e del Consiglio Spissu, oltre che dall'assessore all'ambiente Dessì.
Una richiesta in tal senso è stata presentata dalle associazioni Amici della Terra, Lega per l'Abolizione della Caccia,
Wwf, Movimento Una, Legambiente, Enpa, Gruppo d'Intervento Giuridico e dai rappresentanti ecologisti
nei Comitati faunistici di Cagliari ed Oristano.

Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, ha approvato - ricorda una nota degli ecologisti -
la legge regionale 13 febbraio 2004, n. 2 che consente l'effettuazione della caccia in deroga ex art. 9
della direttiva n. 79/409/Cee, istituto attuato in Italia con la legge n. 221/2002.

Con successivo decreto dell'assessore regionale dell'Ambiente è stata aperta la caccia in deroga alla passera sarda,
alla passera mattugia, allo storno, al tordo bottaccio e al Tordo sassello per le giornate del 21, 22, 26 e 29 febbraio 2004
con la possibilità di abbattimento potenziale di ben 6.000.000 di esemplari da parte dei circa 50.000 cacciatori sardi.

La caccia in deroga è stata attivata per i pretesi e non dimostrati danni alle coltivazioni, le inesistenti "invasioni" di tordi, passeri e storni su richiesta dell'assessore regionale dell'Agricoltura.

La legge regionale n. 2/2004 - secondo gli ecologisti - risulta violare tre direttive CEE prevedendo la caccia in deroga
in danno di tutte le "specie di fauna omeoterma" senza alcuna distinzione, senza alcun parere tecnico-scientifico
dell'Istituto nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), prescritto da una direttiva Cee e da una legge del 1992.
Il decreto assessoriale del 18 febbraio 2004 - sempre secondo le associazioni ecologiste -
ha violato ancor più pesantemente la normativa comunitaria in materia, prevedendo la caccia in deroga senza aver
esperito alcun rimedio alternativo, senza dimostrare i pretesi danni alle coltivazioni agricole, coinvolgendo
specie avifaunistiche già oggetto dell'ordinaria stagione venatoria appena conclusa, autorizzando prelievi venatori
potenziali tutt'altro che modesti e marginali in pieno periodo migratorio prenuziale e riproduttivo, in palese spregio
della giurisprudenza della Corte di Giustizia in tema. Le associazioni ecologiste hanno inoltrato una denuncia in merito
alle autorità nazionali e comunitarie, comportando l'apertura da parte della Commissione europea della procedura
di accertamenti, mentre il Governo nazionale ha esperito il ricorso per conflitto di attribuzione davanti
alla Corte costituzionale. In realtà - secondo le associazioni che chiedono l'abrogazione della legge definendola
un "mostro giuridico" - mediante il meccanismo procedurale della caccia in deroga la Regione sembra essersi preoccupata
solo di aggirare per l'ennesima volta il divieto di prolungamento della stagione venatoria oltre il termine del 31 gennaio.

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