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| IL PIANO PAESISTICO CHE VERRA' |
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Pubblicata in data 13/2/2005 Autore: Achille Porcheddu IL PIANO PAESISTICO CHE VERRA' Il piano paesistico prossimo venturo non conterrà solo vincoli Fonte: La Nuova Sardegna, 13 febbraio 2005
Tutti d'accordo sulla tutela ma il percorso sarà difficile.
CAGLIARI. Il piano paesistico prossimo venturo non conterrà solo vincoli: sarà un piano legatissimo alla vita e alla cultura dei cittadini, un piano partecipato che la Regione elaborerà andando oltre le regole della democrazia rappresentativa per entrare in rapporto diretto con le comunità locali. Comunque un piano che andrà letto come processo, un primo passo e non quello finale per difendere l'ambiente "come risorsa strategica per noi e per il futuro". Ad anticipare ciò che verrà dopo la legge 'salvacoste' è stato l'assessore regionale alla pubblica istruzione e beni culturali Elisabetta Pilia parlando per ultima davanti alla platea di magistrati, avvocati e giuristi impegnati nell'edizione 2005 del convegno su 'Codice dei beni culturali e del paesaggio, pianificazione e nuovi condoni' promosso da Magistratura democratica, dal Gruppo di Intervento giuridico e dai Giuristi democratici nell'aula magna del palazzo di giustizia. Convegno tecnico, riservato a chi ha dimestichezza con testi di diritto e codici, dove sono comunque emerse le difficoltà dei giudici a interpretare e applicare norme di tutela ambientale sempre più complesse, spesso difficili da allineare col diritto penale. Perchè da una parte c'è il 'codice Urbani' a dare indicazioni che l'assessore Pilia ha definito "innovative ma con qualche contraddizione". Dall'altra la sequenza di condoni e di leggi rivolte a sanare abusi insanabili, norme che cambiano da un mese all'altro, che rendono il lavoro dei magistrati più difficile e qualche volta inutile, per non dire frustrante. "Tutt'altra cosa la Galasso, una legge fatta bene e di importanza storica - ha osservato il magistrato Cristina Ornano, chiudendo una relazione di grande chiarezza - mentre ora si fanno leggi affrettate che non tengono conto del dibattito in corso fra i giuristi". Leggi che nell'insieme non contribuiscono a dirimere l'attualissimo problema legato alla competenza sulla pianificazione e tutela del territorio: è dello Stato, come sostiene l'Avvocatura che ha impugnato per il governo Berlusconi la legge 'salvacoste'? Oppure una regione come la Sardegna ha diritto a far valere sino in fondo, anche in questo campo, i diritti contenuti nello statuto speciale? Non è una questione da poco, perchè ogni questione che riguarda l'ambiente "implica interessi importanti - ha detto il giudice Ornano - per le persone e per il bene pubblico". Qui poi gli interessi, legati anche all'energia eolica, sono enormi.
Eppure, è emerso al convegno, l'attenzione del legislatore alle norme ambientali è minimo: Ma se l'attenzione è minima la capacità d'intervento politico resta alta quando diventano alti gli interessi in gioco: basti ricordare il caso di Villa Certosa, la residenza estiva di Berlusconi a Porto Rotondo - al convegno era presente Valerio Cicalò, procuratore capo di Tempio e promotore di uno storico ricorso alla Consulta contro il segreto di stato su un abuso edilizio - e basti aggiungere la raffica di sanatorie che grazie alle ultime novità legislative ora riguardano anche aree vincolate: Solo la legge Soru - sulla quale si è espresso favorevolmente Stefano Deliperi, del Gruppo di Intervento giuridico - va in netta controtendenza.
Resterebbero i paletti delle norme europee: Insomma: "La sensibilità è in crescita - ha detto l'assessore Pilia - ma per arrivare a tutelare l'ambiente in modo corretto si dovrà passare attraverso un processo lungo e con molti ostacoli". C'è da crederle. |
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