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Sardegna da...STUPRARE: ORO e VENTO...
Pubblicata in data 22/07/2004
Autore: Achille
SARDEGNA DA STUPRARE

A Osilo.... la Gold Mines of Sardinia (multinazionale nel campo ORO) RILANCIA LA PROPOSTA
DI SVENTRARE IL TERRITORIO...
per estrarre ORO ...in tracce !!!!
....Il sindaco "gazza" si schiera a favore della multinazionale.....
.....mentre la popolazione "informata"...conosce la "trappola" e si schiera contro !!!
Ma domani.....23 luglio 2004....sarà il consiglio comunale di Osilo: che deciderà il destino di OSILO !!!




E SULLA NUOVA ENERGIA EOLICA ????

La Sardegna sarà invasa da torri "eoliche" che deturperanno il paesaggio.......perchè ???
Il Presidente del Comitato Nazionale per il Paesaggio, Carlo Ripa di Meana ha pubblicato su Opinione - 17.02.2004,
questa serie di interrogativi, rivolti a Lagambiente, grande sostenitrice delle centrali eoliche:
(tratto da:SPAZIO FORUM.NET
Da più di due anni, il CNP-Comitato Nazionale del Paesaggio ha rivolto a Legambiente, infervorata promotrice del sistema energetico eolico
a tutti i costi in Italia, i seguenti quesiti:


1)Ma è vero o no che siamo un paese poco ventoso, 1950 ore su 8760 ore annue?

2)Ma è vero o no che, pertanto, la resa energetica è oggi con 1590 torri installate,
e domani anche con le 6000-8000 torri previste è, e rimarrà domani, un apporto energetico risibile?

3)Ma è vero o no che per la somma di incentivi, certificati verdi, contributi europei e regionali a fondo perduto,
prezzo politico per il Kilowattore prodotto con il sistema eolico, convergenza di fondi dalla legge 488 per lo sviluppo il sistema eolico è,
in verità, una ghiotta operazione finanziaria, una vera miniera ?

4)Ma è vero o no che questa confluenza di bonus sul solo eolico ha, tra le altre cose, nel paese del sole,
strozzato il futuro del solare-fotovoltaico?

5)Ma è vero o no che le gigantesche centrali industriali eoliche, che si avvicinano ormai ai 150metri di altezza,
sono rovinose per il paesaggio italiano in ogni sua espressione: addosso alle sue città ricche di beni artistici, come Perugia e Lecce,
lungo le sue coste, come nel Golfo di Policastro e a Otranto, e lungo i suoi crinali appenninici, tutti già investiti,
e domani lungo lo skyline delle Prealpi e delle Alpi, e che dunque il nostro paesaggio è in pericolo
di scempio ambientale e di perdita di identità?

6)Ma è vero o no che, quando verrà meno la catena degli incentivi e dei contributi che in questi anni in Italia
ne fanno il superaffare degli affari, come è accaduto nel passo Altamont, vicino a Livermore in California,
dove centinaia e centinaia di aerogeneratori svettano immobili e arrugginiti fermi ormai da decenni,
anche le 1590 torri già installate e le altre migliaia previste subiranno lo stesso fatale abbandono,
per tirar giù quei giganti di acciaio e di vetroresina, per la loro rimozione, trasporto ai centri di rottamazione,
ripristino delle aree sconvolte dalle strade di accesso, dai basamenti in calcestruzzo con plinti di acciaio
e cemento profondi decine di metri, quando verrà questo tempo prossimo venturo non vi saranno,
nelle casse dei Comuni e delle Regioni le cospicue somme, né fidejussoni, per concretamente rimuovere
quegli impianti industriali giganteschi dai crinali ripristinando i luoghi?


A questi nostri quesiti Legambiente non ha dato risposte.
Ha solo ripetuto le sue giaculatorie sulle mutazioni climatiche planetarie, e reiterato le sue affermazioni rituali
e manichee relative al Protocollo di Kyoto e agli impegni italiani, evitando di parlare della questione eolica in Italia,
e svicolando sempre verso il caso di Germania, Olanda, Danimarca, Stati Uniti, comunque altrove.

Silenziosa perchè impossibilitata a confutare i nostri argomenti, Legambiente si è rifugiata in una indefessa
e acritica promozione della impresa industriale eolica.
Naturalmente, noi pensiamo che Legambiente sia liberissima di scegliere questo suo ruolo.
Ma osserviamo che non si possono avere due ruoli in commedia.

Il CNP denuncia oggi la scelta di affari di Legambiente, che sempre più la distanzia dalla autonomia economica
e dalla indipendenza di giudizio dei tantissimi ecologisti che traggono, invece, da questi principî il rigore
della loro ricerca e della loro analisi sul sistema eolico in Italia, non essendo condizionati da interessi spuri,
ma tesi invece a trovare le migliori soluzioni per la protezione del nostro ambiente e del nostro paesaggio, in un progetto
di sviluppo economico possibile e non devastante.
Beninteso, nulla da eccepire da parte nostra se la lunga esperienza di Legambiente e le sue specifiche
competenze si raccoglieranno, come è ormai tempo, nella Camere di Commercio e nella Confindustria.
Come accade con tutti i centri di servizi, le società di varia consulenza, gli uffici di pubbliche relazioni,
tutte realtà operative inserite, giustamente, negli elenchi delle Camere di Commercio, e come accade
per le altre piccole e medie imprese industriali eoliche che operano nel settore dell’energia,
tutte inserite negli albi di Confindustria.

Il CNP-Comitato Nazionale del Paesaggio considera, invece, non più accettabile che Legambiente
contrabbandi per verità rivelate, anzi come giudizi pro veritate sopra le parti, le proprie opzioni sul sistema eolico in Italia.
Legambiente chiede e prende soldi dalle imprese industriali eoliche, anche se con IVA e relativa fattura.
Sul sistema eolico in Italia, ripetiamo, il parere di Legambiente è condizionato, e i casi documentati,
provati e inoppugnabili della Basilicata e della Toscana sono lì a confermarlo con nitidi documenti.

Il parere di Legambiente non è sopra le parti. Conta, quanto ad indipendenza di giudizio,
esattamente quanto quello del gruppo industriale eolico FRI-EL di Bolzano,
che gestisce le sue prime due centrali industriali eoliche in Basilicata, e che sta costruendo lì la sua terza centrale.
Carlo Ripa di Meana Presidente del CNP-Comitato Nazionale del Paesaggio




Scrive: Achille - Budoni Ambiente
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