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>> Nord-Sardegna: SPIAGGE LIBERE.....ADDIO !!
Pubblicata in data 10/8/2004
Autore: Achille
Segnaliamo questo gradevolissimo intervento del consigliere comunale di Arzachena: Franco Mammarella
pubblicato il 10 agosto 2004, dal quotidiano UNIONE SARDA

Il Turismo in Sardegna ??? Tra Servilismo e Pseudo-Servizi .

In Costa Smeralda si sono accorti (finalmente) che le spiagge sono diventate MERCE da svendere... e sempre più PRIVATE !!!

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Ma dove sono le spiagge libere?
di Franco Mammarella: Consigliere Comunale di Arzachena

Ma dove sono finite le spiagge? Intendo dire quelle belle spiagge libere dove un comune cittadino poteva andare
col suo bravo asciugamano e prendere un po’ di sole?
Quest’anno la situazione è diventata a dir poco drammatica e molti sono quelli che hanno annunciato
che a queste condizioni tanto vale rinunciare; sì, perché se non si è disposti a sborsare un bel gruzzolo di euro
è meglio rinunciare al progetto e restare a casa. In certe spiagge si è arrivati a far pagare 46 euro al giorno per disporre
di un ombrellone e di due lettini, come nei migliori bagni della Versilia dove almeno ti danno anche asciugamani puliti, bagnino,
spogliatoio e servizi igienici.
Parlo naturalmente delle spiagge della Costa Smeralda, non quelle degli alberghi ma quelle tradizionalmente aperte a tutti,
quelle che hanno reso famosa questa costa per cui i turisti erano disposti a prenotazioni molto anticipate per le navi o aerei,
oggi per fortuna più disponibili.
Queste spiagge non esistono più, in virtù di concessioni demaniali date a dismisura, senza sentire se i residenti erano o meno
d’accordo ma solo nella logica del “ tanto ce n’è per tutti” e soprattutto senza alcun controllo sul rispetto dei limiti rigidi degli spazi assegnati.
Pevero, Cala Granu, Liscia Ruja e altre sono tutte un ombrellone e se ti azzardi ad andare al mare, non c’è posto se non a pagamento.
Guai se poi entri in acqua: è un pericolo continuo, e bisogna stare attentissimi per evitare gommoni, motoscafi e moto d’acqua
che fanno bella mostra di sé sulla battigia tra i bambini che nuotano.
Il resto della spiaggia, quel poco che resta, è un mercato fiorente di venditori ambulanti con tutte le mercanzie possibili ed immaginabili.
Ma chi controlla queste cose? E soprattutto che senso ha tutto questo? Qualcuno è evidentemente convinto che così facendo
si offre un servizio ai turisti, dimenticando che i turisti e i molti residenti che hanno comprato una casa sono arrivati in Sardegna
proprio perché le spiagge erano libere e senza stabilimenti balneari.
Poveri noi!!
Sono disposto a farmi promotore di un’istanza per l’eliminazione di queste occupazioni spesso abusive, spiagge libere dunque,
non escludendo alcuna possibilità di attrezzare parcheggi e servizi igienici ed anche piccoli punti di ristoro, purchè al di fuori degli arenili.
Motoscafi e natanti solo nei porti. Il tutto secondo un minimo di logica che veda di nuovo protagonista il semplice cittadino.
Vogliamo scommettere che vinco io?

Aggiungo anche un istanza di carattere politico che rivolgo direttamente al nuovo Governatore della Sardegna,
che governa anche su di me, cittadino della Sardegna e residente nel Comune di Arzachena.
Lo invito a passare qualche ora da queste parti per rendersi conto di persona di quello che ho detto e poi tragga pure le sue conclusioni.
Grazie per l’ospitalità.
Fonte: UNIONE SARDA - leggi la lettera
segnalato da BUDONI-AMBIENTE
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