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SARDEGNA IN FIAMME 2004: la legge 353/2000 .....dà fastidio in Sardegna ??
Pubblicata in data 28/8/2004
Autore: Achille
TUTTI I Comuni sardi, ad eccezione di 11 Comuni...
hanno snobbato sino ad oggi la legge 353/2000 !!!
I Comuni Sardi rispettosi della LEGGE 353/2000 sono pochi.....troppo pochi:
BUDDUSO,NUORO,GHILARZA,MANDAS,MOGORELLA,NUGHEDU,FLUMINIMAGGIORE,
SORSO,ABBASANTA,TONARA,TADASUNI,POMPU.....
Tutti gli altri hanno DECISO, nella estate 2004,..... DI SCHERZARE COL FUOCO !!!!

>>>Ecco il rapporto: ECOSISTEMA INCENDI 2004 (scaricabile in questo sito in formato "pdf": INCENDI 2004-LEGAMBIENTE.PDF )
Indagine realizzata nell’ambito di “non scherzate col fuoco 2004”
campagna nazionale di informazione e prevenzione dal rischio incendi boschivi
di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile
Monitoraggio sulle azioni dei Comuni italiani nell’applicazione della legge 353/2000
e nella mitigazione del rischio incendi boschivi
Luglio 2004


Estratto dal RAPPORTO: ECOSISTEMA INCENDI 2004 di LEGAMBIENTE e Dipartimento della Protezione Civile
Gli incendi boschivi diventano, estate dopo estate, una vera e propria emergenza che ogni anno trasforma in cenere le aree più belle
del nostro territorio. Lo scorso anno sono divampati oltre 9.697 roghi che hanno bruciato 91.803 ettari di territorio,
di cui 44.064 ettari di foreste e boschi, con un vertiginoso aumento rispetto agli anni precedenti.
Incendi sempre o quasi di origine antropica. In Italia, infatti, oltre il 50% degli incendi sono di natura dolosa, appiccati
intenzionalmente da piromani per speculazioni economiche. Interessi di pochi che pregiudicano uno sviluppo economico compatibile
con l’ambiente di intere comunità. Il 25% degli incendi è di natura colposa, provocati da imprudenza, negligenza e violazione delle norme.
Solo lo scorso anno la flotta aerea antincendio dello Stato, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile,
ha effettuato 4.042 missioni per un totale di 8.705 ore di volo, scaricando sui roghi oltre 300.000.000 di litri d’acqua.
Migliaia di forestali, vigili del fuoco e volontari sono intervenuti da terra per fermare gli incendi.
Ma la repressione e le attività di spegnimento degli incendi, come il fondamentale impiego di elicotteri e Canadair,
in coordinamento con le squadre a terra, non possono bastare per salvare i nostri boschi dalle fiamme.
Per questo è fondamentale realizzare una politica di prevenzione su tutto il territorio nazionale,
eliminando la possibilità di speculare sulla gestione delle aree bruciate, realizzando campagne
informative, svolgendo una oculata manutenzione dei boschi e ampliando gli strumenti di tutela e
valorizzazione del territorio come aree protette e parchi nazionali. In questa ottica i Comuni hanno
un ruolo determinante. Concretizzare campagne di informazione rivolte ai cittadini, alle scuole, e ai
fruitori dei boschi; svolgere una manutenzione delle aree boscate; organizzare nei periodi più a
rischio attività di presidio del territorio e di avvistamento dei focolai, supportare il volontariato di
protezione civile specializzato nell’antincendio boschivo, realizzare ed approvare i catasti delle aree
percorse dal fuoco, dotarsi di piani per la programmazione e lotta agli incendi: sono queste le armi
fondamentali che abbiamo per fermare i roghi nel nostro Paese.
L’approvazione della legge quadro in materia di antincendio boschivo n° 353 del 2000 ha
rappresentato un passaggio fondamentale in questo senso, riconoscendo la fondamentale importanza
di queste attività e del ruolo degli enti locali nella lotta agli incendi. E’ assai importante una verifica
del rispetto di questa importante normativa.
Questa verifica è stata resa possibile grazie alla realizzazione di Ecosistema Incendi, la prima
indagine di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile per conoscere la situazione
dei Comuni italiani nell’applicazione della legge quadro in materia di incendi boschivi n° 353 del
2000. Con Non scherzate col Fuoco 2004, la campagna d’informazione e di prevenzione del
rischio incendi boschivi, sono state inoltre monitorate le azioni che i Comuni
svolgono per la mitigazione del rischio incendi boschivi in tutta Italia.


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Le risposte giunte da parte dei comuni hanno subito un primo filtro nella divisione tra
amministrazioni che negli ultimi due anni hanno subito incendi e quelle che invece non hanno visto
roghi interessare il proprio territorio dal gennaio 2002 ad oggi. L’indagine si è concentrata su quei
comuni che negli ultimi due anni hanno subito incendi boschivi.
All’indagine hanno risposto 930 Amministrazioni comunali dal Nord al Sud del Paese.
Di questi sono ben 340 (il 37%) i comuni che negli ultimi due anni hanno subito incendi boschivi nel
proprio territorio. Proprio su queste 340 amministrazioni si è basata l’analisi dei dati di
Ecosistema Incendi 2004.


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>>>>> Rapporto: ECOSISTEMA INCENDI 2004 (scaricabile in questo sito in formato "pdf": INCENDI 2004-LEGAMBIENTE.PDF )
>>>>> DOSSIER di BUDONI AMBIENTE: SARDEGNA IN FIAMME 2004 <<<
Scrive: Achille Porcheddu (BUDONI-AMBIENTE)
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